Durante il Asino Casin√≤ periodo dei conflitti mondiali si è rivelato un aiuto prezioso poiché è stato utilizzato dai militari per il trasporto pesante di armi, munizioni e vettovagliamento vario. Se un asino maschio si accoppia con una cavalla ne nascerà un mulo. Gli asini possono riprodursi a partire dai due anni, ma quello domestico può farlo tutto l’anno mentre il selvatico solo nei periodi con clima umido.
- Infatti, bisogna considerare che gli asini tollerano bene le temperature alte ma possono avere problemi con temperature molto rigide (-50 °C).
- La coda è lunga e termina a forma di pennello con peli fitti e lunghi.
- Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi.
- L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo (v.).
- Anche se meno comuni, qualcuno è riuscito a incrociare degli asini domestici con varie specie di zebra, ottenendo i zebrasini, chiamati anche zonkey.
Hanno tutti il mantello scuro, mentre di colore grigio argentato sono la punta del naso, il ventre e la faccia interna delle cosce. Ad esempio è più basso l’asino, e ha la testa pesante, labbra grosse e orecchie lunghe. Come il mulo anche il bardotto è un ibrido sterile, somiglia al cavallo ma ha una criniera più folta e le orecchie piccole. In lingua inglese, il termine “jackass” designa il maschio dell’asino domestico, ma può anche essere usato in senso denigratorio; ad esempio, ne fecero spesso uso i cartoni animati di Tom & Jerry di Fred Quimby e di Chuck Jones. È fin dall’inizio della storia che l’asino domestico è stato utilizzato in Europa e in Asia occidentale (e poi nel resto del mondo) come animale da trasporto e da soma per persone, cibo, merci, carichi pesanti e trainare carri. Con la conquista del Nuovo Mondo, in particolare dal XVI secolo in poi, l’asino domestico si è diffuso anche nel Nord America come animale da lavoro al seguito dei colonizzatori.
Il mulo è straordinariamente docile, forte e resistente, per cui si considera un animale particolarmente valido per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. Le razze con un manto grigio hanno anche una croce nera segnata sulla schiena, chiamata “croce di Sant’Andrea”. Simile al cavallo domestico, ma più piccolo, compatto, robusto e mansueto, l’asino domestico ha le orecchie più lunghe. Deriva dall’asino selvatico africano (Equus africanus) attraverso una selezione della sottospecie nubiana (E. a. africanus). Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In America, i paesi nei quali si trovano più asini sono il Messico e la Colombia.
L’Equus asinus, la specie domestica più tipica dell’Europa, in base a numerosi studi, pare discendere dall’“Equus africanus”, specie più primitiva ed ancora presente nel Nord-Africa. Tifone aveva pure testa asinina, e in sua vece gli abitanti di Copto lanciavano un asino in un precipizio (Plut., De Is. et Osir., 30). L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo (v.). La carne dell’asino è buonissima e, come quella del cavallo, quando trattasi di animali giovani e ben nutriti, viene già largamente consumata e usata nella confezione di salumi.
Anche se il colore del manto è simile, eccetto per il kiang che rimane più rossastro, si distingue dalle specie e sottospecie selvatiche per varie differenze morfologiche di testa, collo e zampe. Dall’incrocio con un asino ed una giumenta nasce, invece, il mulo, animale sterile a causa dell’innesto di specie diverse seppur afferenti, ma molto utilizzato dall’uomo soprattutto nel campo agricolo e per il trasporto. Peraltro, l’asino domestico è considerato anche un simbolo di ottusità e ignoranza; il copricapo infamante con orecchie d’asino e l’appellativo di somaro spettano così allo studente pigro e svogliato o poco intelligente.
Oltre che in Egitto e in Europa, altre scoperte paleontologiche hanno dimostrato la presenza dell’asino anche nelle zone della Mesopotamia, della Siria, della Persia, in Russia ed in Mongolia. I primi dati e reperti risalenti alla domesticazione dell’asino si sono ritrovati nella zona della Numidia e del Basso Egitto e risalgono al periodo compreso fra il 7.000 e il 4.000 AC, segno della profonda storia che lega l’uomo a questo animale fin dai tempi più antichi. Il mulo, ossia l’incrocio fra un asino e una giumenta, pare abbia fatto la sua prima apparizione nell’Asia Minore subito dopo l’immigrazione mongola. Il colore del manto è vario, l’altezza del garrese varia da 75 cm a 150, secondo le razze, il peso varia da150 kg a 500 kg,la gestazione dura circa 12 mesi.
Può muovere le orecchie in tutte le direzioni, che usa per rinfrescarsi. Possiede una criniera corta e a punta, e delle orecchie molto grandi rispetto al resto del corpo. È docile, e in grado di attraversare percorsi scoscesi, come le mulattiere, senza problemi. L’asino è più piccolo del cavallo, ha la testa più grande e lo zoccolo più sottile. L’asino appartiene alla stessa famiglia del cavallo, ma è più piccolo e docile. L’asino o somaro è un mammifero della famiglia delle Equidae e della sottofamiglia delle Equinae.